Il surfista e il centravanti

E dopo la discesa in camper, ora è il momento dell’amato surf. “Il surfista e il centravanti” è il titolo della rubrica di Gramellini di oggi su La Stampa. Banale sottolineare che si stratta di un titolo che questo blog e il sottoscritto li “fomenta abbestia”, come si dice a Roma.

Ma, ancora di più, ci tengo a rimarcare che da molto tempo ho capito che si fosse sulla strada giusta, che ‘sto sindaco di Firenze non fosse un fenomeno da baraccone. Da tempi non sospetti, prima di molti altri, e sopratttutto prima di qualunque “bandito in cerca ora di nuova verginità”, rivendico di essermi semplicemente e coerentemente ritrovato per idee, passioni, e pure istinto. Senza mai averci spiccicato parola, solo molto recentemente e di sfuggita l’ho incontrato, ed è stata un’ulteriore conferma oltretutto di modi schietti e concreti.

Ok, buona lettura. E buon proseguimento…Augh!

Quando si alza, l’onda del disgusto sommerge tutti, tranne il surfista che ha il coraggio e il tempismo (doti che a Renzi non fanno difetto) di montarci sopra. 

In riva al mare

Dopo il bar, l’area sosta per camper e l’edicola 2.0, mettiamoci pure un circolo di surf e similia, nel preventivo. Tanto pensarci è gratis.

Approfitto per aggiungere che in riva al mare mi ricordo, ogni volta come se fosse la prima, che Tyler Durden è morto. Muore alla fine