Essere credibili oltre che credenti

image2Sala stracolma degli amici della Pro Civitate, molti dei quali arrivati da lontano, tanti dal nord e dal sud del Paese. Alla presenza del vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, dopo un inizio musicale cantando “I’ te voglio bene assaie”, che ha creato un clima convivale, la presidente della Pro Civitate, Chiara De Luca, ha introdotto l’incontro con Enzo Bianchi. Il priore della Comunità di Bose ha offerto la sua relazione all’interno della terza giornata del 73esimo Corso di Studi Cristiani. Ha esordito commosso ricordando che partecipò per la prima volta a questo Corso nel 1961, a 18 anni e “per chiudere questo vostro percorso, intitolato <Noi responsabili dell’immagine di Dio>, proporrò alcuni tasselli”.

Il primo è stato Teofilo di Antiochia, che insegnava “l’immagine del nostro Dio facendo vedere l’immagine che noi abbiamo dell’uomo”. Bianchi ha così sottolineato che “la nostra umanità rivela anche l’immagine del nostro Dio. L’unica immagine voluta da Dio è l’umano, quindi non può esserci nessuna statuetta che raffiguri Dio, ma solo ciò che c’è in ogni uomo e in ogni donna. Questa immagine non può mai venir meno, mai venir distrutta secondo i padri della Chiesa, qualunque sfiguramento di sé l’umano possa operare. L’umano può perdere la rassomiglianza di Dio – ha aggiunto Bianchi – ma non l’immagine di Dio che resta indelebile anche nell’uomo più delinquente fino all’ultimo giorno della sua vita. Un’umanità fragile, limitata e mortale – ha ricordato Bianchi – è comunque un rimando a Dio. Non si può conoscere Dio senza conoscere l’uomo, l’umanità”.

Da qui il collegamento con Papa Montini. “Quindi bisogna riprendere le parole di Paolo VI, un po’ dimenticate e mai così attuali. <Noi guardiamo al mondo con immensa simpatia e se il mondo si sente estraneo al cristianesimo, il cristianesimo non può mai sentirsi estraneo al mondo>, parole che dicono prima di tutto la responsabilità dei cristiani che hanno verso l’uomo è il mondo”. Non è mancato poi il richiamo a Papa Woytila. “quando scrisse che <l’uomo è la via della Chiesa> molti mossero dei dubbi perché la via è Gesù Cristo. Ma GPII non sconfessava ciò, ma diceva che per andare a Dio attraverso Cristo comunque si incontra l’uomo, si deve accogliere la sua piena umanità”. Per Bianchi GPII ha ripreso proprio quel percorso avviato da Teofilo di Antiocha.

Infine è stato ripreso il criptico Massimo il Confessore, padre della Chiesa di difficile comprensione ma che di certo ha scritto che <l’uomo è stato creato creatore>. “Come a dire ti propongo un cammino per essere a mia immagine e somiglianza – ha concluso Enzo Bianchi. Il cristianesimo è un cammino di umanizzazione, concependo tutto lo spessore che Dio si è fatto uomo. L’unico vero scandalo che non riusciamo ad accettare”.

Rassicurando di non voler attualizzare troppo, in conclusione Bianchi ha distinto tra i “cristiani del campanile” e “quelli che si lasciano plasmare dal Vangelo”, facendo riferimento al conflitto che stanno vivendo i cattolici in Italia negli ultimi mesi davanti a questioni epocali (da leggere l’articolo del monaco pubblicato su La Stampa di oggi).

 

 

Regionali 2015, analisi del voto assisano

Ad Assisi sono andati a votare 12.907 cittadini, il 57,5% dell’elettorato (6539 uomini e 6368

donne), mentre nel 2010 l’affluenza era stata del 63,72%. Nella città serafica ha vinto il

sindaco Claudio Ricci con il 52,5%, contro il 31,9% di Catiuscia Marini che è stata

riconfermata governatrice dell’Umbria. Il Movimento 5 Stelle di Andrea Liberati è arrivato

terzo con il 13%. Cinque anni fa la Marini aveva ottenuto il 44,5% dei consensi e l’allora

sfidante di centrodestra, Fiammetta Modena, il 46,5%.

Una prima analisi di questo voto

amministrativo che esce da Assisi consente di mettere in fila qualche considerazione. Il partito

più votato è il Pd con il 26,1%, segue la Lega Nord con il 16,4% e quindi il M5S con il 13,5%.

Attaccata di una manciata di voti, la lista che è arrivata quarta è civica, quella di Ricci

Presidente con il 13,3%. Forza Italia arriva al 6,1%, segue Fratelli d’Italia al 5,3%, dietro

all’altra civica Cambiare in Umbria (5,8%) e, infine, il movimento fondato da Ricci, Umbria

Popolare(4,9%). La coalizione di centrosinistra, invece, in aggiunta al Pd ha potuto contare sul

3% del Partito Socialista, sul 2% di Umbria più Uguale e sull’1% di Lista Civica e Popolare.

Rispetto alle elezioni europee di un anno fa il Pd passa da 5632 voti (45,4%) a 2913, la Lega

aumenta in maniera esponenziale da 324 voti (2,6%) a 1826, il M5S perde circa 1000 voti,

Forza Italia passa da 2083(16,8%) a 677.

Anche se è meno indicativo, dato il notevole

cambiamento del quadro politico, il confronto col voto amministrativo del 2010 segnala che il

Pd perde quasi 3 punti percentuali, mentre il fu Pdl con la Lega e l’Udc (che si presentava da

solo) insieme avevano ottenuto circa il 54% dei consensi, che ora Ricci mantiene quasi

completamente. Veniamo alla contesa delle preferenze per un posto in Consiglio regionale.

Primo classificato è l’assisano Stefano Pastorelli (Lega Nord) con 797 preferenze, segue

l’angelana Patrizia Buini (Ricci Presidente) con 429 suffragi. Per il centrosinistra le più votate

sono la bastiola Ramona Furiani (Pd) con 300 voti e la cannarese Donatella Porzi (Pd) con 284

preferenze, unica ad essere eletta tra i citati.

Tornando alla partita principale dei candidati

presidenti, Ricci vince in tutti le sezioni del Comune di Assisi tranne che in quella di Sterpeto,

dove finisce 44% a 40% in favore della presidente uscente. Ricci stravince a Torchiagina

(65,5% contro 26,2%), mentre i dati aggregati (in percentuale) per frazione sono i seguenti:

Assisi 49,9 a 34,7; Santa Maria degli Angeli 53,8 a 27,6; Petrignano 49 a 38,1; Rivotorto 49,6 a

35,6; Palazzo 53,1 a 31; Capodacqua 56,2 a 31,5; Tordandrea 58,9 a 26,5; Castelnuovo 54,7 a

29,2; San Vitale 50,8 a 35,2; area montana 57,55 a 23,1.

Ci vediamo alle, finalmente, prossime elezioni comunali di primavera 2016. Sarà un piacere.

Ciao Sor Chiarelsa

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Una chiesa stracolma. Almeno tre generazioni di angelani si sono raccolti nella Basilica Papale

nel primo pomeriggio di ieri. C’era tutta Santa Maria degli Angeli a salutare la carissima Suor

Chiara Elsa (“Sor Chiarelza”), conosciutissima religiosa che ha donato tutta la sua vita alla

crescita e alla formazione dei bambini, in particolar modo presso “l’asilo delle Suore

Francescane Missionarie di Gesù Bambino”, di cui è stata per decenni una delle colonne

portanti. Un nugolo di bambini ha lasciato andare in alto palloncini, come segno d’affetto

verso la suora nata in Abruzzo nel 1934, arrivata a Santa Maria nel 1953 e, dopo esser passata

per diverse case dell’Istituto, dal 1964 risorsa inesauribile della scuola materna fino a pochi

giorni fa. Una donna estremamente sensibile, generosa, operosa e al servizio dell’infanzia

angelana per più di cinquant’anni e impegnata in parrocchia nella catechesi della iniziazione

cristiana. Anche io ho avuto la grazia di conoscerla fin da bambino di asilo. Ricordo benissimo quando pranzavo per due volte, con gli altri bambini e poi con lei, che pranzava per ultima, perché mi metteva in punizione e ogni volta mi insegnava a sbucciare le mele e le pere, che mi piaceva mangiare con lei.

Riposa in pace Sor Chiarelza.

Sulla mozione a difesa della “famiglia naturale” approvata ad Assisi.

A proposito di questa mozione presentata ed approvata durante l’ultimo Consiglio comunale di Assisi, il “Partito democratico di Assisi” ha scritto questo documento.

In merito ho voluto sottolineare la mia personale posizione, visto che il tema in queste ore è molto discusso in città. Credo di non essere l’unico ad avere questa impostazione di pensiero.

Anche secondo me la mozione citata è stata strumentale, per usare un eufemismo. I consigli comunali, di qualsiasi “levatura”…non si dovrebbero occupare di questi temi, a mio avviso.

Sono altrettanto convinto che non deve essere sottovalutata la diffusione di una certa ideologia “gender”. E’ il caso di ricordare che in questione non è la condizione omosessuale ma la diffusione di una certa ideologia di “gender”, secondo la quale l’essere uomo o donna non sarebbe determinato fondamentalmente dal sesso, bensì dalla cultura. Tale ideologia attacca le fondamenta della famiglia e delle relazioni interpersonali, invece che avere come obiettivo quello di tutelare le unioni diverse da quelle uomo-donna.

Occorre fare alcune considerazioni al riguardo, data l’importanza di questa ideologia nella cultura contemporanea, e la sua influenza sul fenomeno delle unioni di fatto. Per questo, spero (e credo) che nella prossima consiliatura assisana ci sarà la possibilità di far approvare un documento “diverso”, che tenga in considerazione questi ed altri appunti di chi vorrà, senza possibilità di strumentalizzazioni da parte di nessuno e senza che nessuno si senta prevaricato. Per una questione simbolica, visto che in materia legifera il Parlamento.

Purtroppo gli integralisti, dei due “schieramenti” opposti, campano su un’ambiguità. Si tratta di quell’ambiguità che anche i tanto vituperati “DICO” del secondo Governo Prodi, magari, avrebbero eliminato se fossero stati portati fino in fondo. A questo proposito, c’è da ricordare che il Governo Renzi sta già lavorando in merito. Non è un caso che venga attaccato e strumentalizzato il dl Scalfarotto dalla suddetta mozione.
Se avessi scritto io il comunicato del Pd Assisi avrei sottolineato con molta forza che il dl Scalfarotto non va a diffondere l’ideologia gender, bensì si preoccupa di contrastare l’omofobia.

Il PD nazionale attuale, che è molto più avanti sui diritti civili rispetto a quello di Veltroni, Francheschini e Bersani, propone già la stessa linea in merito, quella che, modestamente, io ho sempre sostenuto.

Ho voluto condividere queste 4 righe perché la sinistra a mio giudizio è quella che non fa demagogia, né tanto meno si mette a rincorrere chi la butta in caciara (ai quali, forse, bisognerebbe dare meno spago). E purtroppo o per fortuna io tengo molto al PD e in particolare a quello di Assisi.

PS
la mia posizione sul tema diritti civili in senso lato, da molto prima del 2012, è esattamente questa, che poi, come detto, è anche quella (pagg.10-11) del Partito democratico (nazionale), il quale spero riesca a far approvare questa legge. Finalmente, secondo me, si farebbe chiarezza e giustizia da ogni punto di vista.

La crisi del CST di Assisi e alcune domande

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Il CST di Assisi, Centro Internazionale di Studi sul Turismo, è stato fondato nel 1982 e da subito si è affermato come una scuola di eccellenza nella formazione universitaria e post laurea rivolta a manager ed operatori del settore. Moltissimi degli allievi che hanno studiato presso questa struttura, che ha sede a Santa Maria degli Angeli, sono ora sparsi in tutti i continenti del globo a ricoprire ruoli di alto profilo con “appagamenti” economici molto rilevanti.

Il CST, invece, forse il principale artefice di così tante interessanti carriere, versa in condizioni quantomeno molto più problematiche del recente passato. In seguito ad un’interpellanza presentata dal Pd, se ne è discusso pure nell’ultimo Consiglio comunale di fine giugno. Attualmente i 7 specialisti, dai quali deriva gran parte della produzione scientifica del Centro, hanno costituito una cooperativa di lavoro, mentre continuano a lavorare per il CST 5 dipendenti amministrativi. Le motivazioni addotte, in consiglio comunale, per spiegare la crisi di questo fiore all’occhiello sono state rintracciate principalmente a partire dal 2008, negli scarsi fondi pubblici e in un calo psico-motivazionale del personale, oltre al suo costo molto elevato inserito nel contesto congiunturale di crisi globale. Nel 2003 il CST, da associazione no profit che era, ha acquistato personalità giuridica diventando un ente che affronta il mercato.

A questo punto, ad ogni buon conto, sembra utile porsi qualche domanda, concentrandosi su tutti i legami con le istituzioni pubbliche ed universitarie locali, che hanno da sempre animato la vita del centro.

-La collaborazione tra Unipg e CST è stata penalizzante per i due soggetti oppure ne hanno tratto entrambi benefici (sia in termini di immagine che in termini economici)?

-Alla luce dell’attuale situazione in cui versa Unipg, in particolare il dipartimento di Economia, come considerare la scelta di depotenziare i corsi sul turismo? Unipg intende riconsiderare le scelte fatte a partire dal 2007? Come?

-La Regione Umbria ha seguito un percorso lineare ed inappuntabile in oltre trent’anni di collaborazione con CST? Poteva contribuire a modificare la mission del CST, piegandola a proprio vantaggio, dopo il progressivo disimpegno di Unipg a partire dal 2000-2003?

-Le politiche turistiche regionali, dopo il 2000, potevano trovare in CST un supporto maggiormente significativo? Le politiche regionali nell’ambito della formazione superiore, alla luce della crisi in atto, si sono rivelate adeguate?

-Il Comune di Assisi, in venticinque anni di collaborazione, ha sempre supportato convintamente e nel migliore dei modi possibile, la presenza di Unipg sul territorio? Ha impiegato organicamente CST per lo sviluppo delle proprie politiche turistiche? Ha supportato CST, soprattutto dal 2008, in tutti i modi possibili? Ha cercato alleanze istituzionali, soprattutto a livello locale ed in primo luogo presso la Regione, per modificare la mission del CST?

-Gli operatori turistici regionali, in particolare di Assisi, hanno impiegato CST a supporto delle proprie politiche di business?

Tutte domande che possono trovare una risposta.

Niente lavori di manutenzione, la piscina resterà chiusa

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da un mio articolo pubblicato su Il Giornale dell’Umbria di oggi. 

 

La piscina olimpionica di Assisi qualche anno fa…

Giovedì scorso si è tenuto un Consiglio comunale molto acceso dal punto di vista politico. E il 17 aprile alle ore 9 ce ne sarà un altro tutto concentrato sul bilancio preventivo del Comune. Ma la notizia che è uscita dall’assemblea del 10 aprile è che la piscina scoperta di Assisi non riaprirà la prossima estate.

Al termine della lunga seduta, il diciottesimo punto all’ordine del giorno prevedeva una risposta ad una mozione della minoranza democratica presentata a febbraio, che chiedeva informazioni sullo stato della struttura e sui finanziamenti che sarebbero dovuti arrivare per la sua riqualificazione completa.

L’amministrazione comunale ha comunicato che purtroppo non arriveranno fondi da Roma e che non potranno essere effettuati neanche quei lavori di miglioramento che erano stati previsti a prescindere dall’arrivo dei finanziamenti ministeriali. Per questo la struttura rimarrà chiusa nei mesi estivi del 2014. Sono dunque sfumati i 400mila euro che nel Piano investimenti 2012-2014 erano stati indicati nel 2012 per la ristrutturazione della piscina olimpionica.

Ad oggi non trova concretizzazione nemmeno il progetto lanciato nel 2013 che prevedeva una ottima collaborazione tra pubblico e privato per realizzare nel 2014 una ristrutturazione e riqualificazione straordinaria. L’amministrazione, giovedì scorso, ha parlato di 150 mila euro per il 2015 e altrettanti nel 2016 previsti nel piano investimenti.


Qui aggiungo che ora si attende di evidenziare quante risorse nel Bilancio preventivo 2014, come detto in prossima approvazione, verranno previste per questo impianto natatorio tanto caro agli assisani e ai cittadini del comprensorio.

La volta buona di Assisi

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Tre idee in libertà e molto banali, che ho in testa da una decina d’anni. Ma che mai come nell’ultima settimana mi stanno martellando le tempie. Se qualcuno si annoia abbia pietà di me.

1) Primarie per la scelta del candidato sindaco del Partito democratico a distanza di sicurezza dalle comunali vere. Almeno sei mesi prima (novembre 2015?).

2) Chi vince fa il candidato sindaco. Non si mette a far l’accordino con nessun altro candidato, né di “centro” né di “sinistra” né di “destra” (neanche con uno grillino).

3) Alleanze amministrative con chiunque condivide il programma del Pd e quindi sostiene il candidato che il Pd si è scelto da solo.

Qualora alle primarie del Pd ci fossero solo candidati che si presentano esclusivamente proprio per fare l’accordino paventato al punto 2 e/o addirittura ci fossero amministratori di centro-destra in cerca di coalizione, beh, allora, darebbe proprio gusto candidarsi e con serenità contare i voti. Anche per dimostrare che il futuro di Assisi si sceglie ad Assisi e non più ad altre latitudini e longitudini…

Oltretutto se non è sensato provarci a questo giro quand’è che lo diventerebbe? Quale sarebbe lo scenario ideale per Assisi? Anche a me piace fare lo pseudo esperto di citazioni perfette per concludere un discorso o un breve scritto come questo. Sono convinto che qui “ci casca bene” Nelson Mandela. “Il coraggio non è aver paura. Il coraggio è aver paura e vincerla”.