Sulle tasse sarà facile per Renzi fare meglio di Berlusconi

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“Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”. Erano i tempi in cui nei talk show per “appassionati” di politica trovavi sempre Bocchino e Bonaiuti, per citarne due. I temi all’ordine del giorno erano processi e frequentazioni varie del premier di allora. Al Governo c’erano Berlusconi e Tremonti e sembravano inamovibili. Al solo pensarci rabbrividisco, rispetto alla profondità e la rilevanza dei temi che da mesi sono stati imposti all’agenda del paese. Sembrano passati decenni, ma parliamo di non più di quattro anni fa. Dopo venti anni di annunci persisteva ancora il mantra delle tasse, di non aumentarle o addirittura di abbassarle.

Dunque, quando in un discorso di mezza estate del 2015 il premier di ora ha annunciato in pompa magna la sua “rivoluzione copernicana” del fisco, il pensiero associativo continua su l’Unita.tv

La sinistra e l’Europa

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Abbiamo visto tutti le file ai bancomat greci. Le hanno viste anche gli elettori di Grillo, Salvini e quelli che sono andati ad Atene in nome della difesa della “democrazia”. Che cosa resterà di loro? C’è chi malignamente li deride descrivendoli già divisi tra Tsiprioti e Varoufakiani, leader della neonata corrente intransigente che rimprovera al suo ex capo (di governo) di essersi arreso all’Europa delle banche e dei tecnocrati.

A mio avviso, invece, tutti coloro che, continua su l’Unità.tv

Riforme strutturali, se la via italiana farà scuola

Giornalettismo

Lo scoppio definitivo della crisi greca sembra aver concentrato l’attenzione sul tema politico della democrazia, in particolare nella nostra Europa, facendo dimenticare di tenere a mente e ben legato quello che forse è il tema economico centrale della fase storica che stiamo vivendo.

Durante questi anni di crisi, ci avviciniamo senza nemmeno accorgercene alla decima candelina, è emerso con forza il nodo delle riforme strutturali, che ha favorito lo sviluppo di un vitale, prima ancora che interessante, dibattito sul perché o meno si possano portare avanti grandi ristrutturazioni di un Paese durante una congiuntura per nulla favorevole.
In molti, infatti, continua su Giornalettismo

Classe dirigente? Meglio un Renzi più attivo – per Unita.tv

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Né renziani della prima ora, né acquisiti: serve un segretario più impegnato sul Pd. Per il ritorno dell’Unità ho voluto dare anche io il mio contributo, nel giorno del mio compleanno.

La critica più sensata mossa a Renzi mi pare quella sulla mancanza di classe dirigente. A mio avviso il problema non sta nella discrasia tra Renzi 1 e Renzi 2 e, addirittura, nemmeno nella doppia veste di Renzi, presidente del consiglio e segretario del principale partito di sinistra e del paese. Ma bisogna partire da una distinzione banale. L’insieme delle persone che formano il Renzi I è frutto, come si dice dalle mie parti, di “quello che passa il convento”. Altra storia, invece, è il partito. Forse il premier, dopo l’ubriacatura del 40,8%, si è cullato sugli allori delegando troppo e si è concentrato h24 sul governo, frutto di quello che passava il convento-parlamento eletto nel 2013. Continua su Unita.tv

Regionali 2015, analisi del voto assisano

Ad Assisi sono andati a votare 12.907 cittadini, il 57,5% dell’elettorato (6539 uomini e 6368

donne), mentre nel 2010 l’affluenza era stata del 63,72%. Nella città serafica ha vinto il

sindaco Claudio Ricci con il 52,5%, contro il 31,9% di Catiuscia Marini che è stata

riconfermata governatrice dell’Umbria. Il Movimento 5 Stelle di Andrea Liberati è arrivato

terzo con il 13%. Cinque anni fa la Marini aveva ottenuto il 44,5% dei consensi e l’allora

sfidante di centrodestra, Fiammetta Modena, il 46,5%.

Una prima analisi di questo voto

amministrativo che esce da Assisi consente di mettere in fila qualche considerazione. Il partito

più votato è il Pd con il 26,1%, segue la Lega Nord con il 16,4% e quindi il M5S con il 13,5%.

Attaccata di una manciata di voti, la lista che è arrivata quarta è civica, quella di Ricci

Presidente con il 13,3%. Forza Italia arriva al 6,1%, segue Fratelli d’Italia al 5,3%, dietro

all’altra civica Cambiare in Umbria (5,8%) e, infine, il movimento fondato da Ricci, Umbria

Popolare(4,9%). La coalizione di centrosinistra, invece, in aggiunta al Pd ha potuto contare sul

3% del Partito Socialista, sul 2% di Umbria più Uguale e sull’1% di Lista Civica e Popolare.

Rispetto alle elezioni europee di un anno fa il Pd passa da 5632 voti (45,4%) a 2913, la Lega

aumenta in maniera esponenziale da 324 voti (2,6%) a 1826, il M5S perde circa 1000 voti,

Forza Italia passa da 2083(16,8%) a 677.

Anche se è meno indicativo, dato il notevole

cambiamento del quadro politico, il confronto col voto amministrativo del 2010 segnala che il

Pd perde quasi 3 punti percentuali, mentre il fu Pdl con la Lega e l’Udc (che si presentava da

solo) insieme avevano ottenuto circa il 54% dei consensi, che ora Ricci mantiene quasi

completamente. Veniamo alla contesa delle preferenze per un posto in Consiglio regionale.

Primo classificato è l’assisano Stefano Pastorelli (Lega Nord) con 797 preferenze, segue

l’angelana Patrizia Buini (Ricci Presidente) con 429 suffragi. Per il centrosinistra le più votate

sono la bastiola Ramona Furiani (Pd) con 300 voti e la cannarese Donatella Porzi (Pd) con 284

preferenze, unica ad essere eletta tra i citati.

Tornando alla partita principale dei candidati

presidenti, Ricci vince in tutti le sezioni del Comune di Assisi tranne che in quella di Sterpeto,

dove finisce 44% a 40% in favore della presidente uscente. Ricci stravince a Torchiagina

(65,5% contro 26,2%), mentre i dati aggregati (in percentuale) per frazione sono i seguenti:

Assisi 49,9 a 34,7; Santa Maria degli Angeli 53,8 a 27,6; Petrignano 49 a 38,1; Rivotorto 49,6 a

35,6; Palazzo 53,1 a 31; Capodacqua 56,2 a 31,5; Tordandrea 58,9 a 26,5; Castelnuovo 54,7 a

29,2; San Vitale 50,8 a 35,2; area montana 57,55 a 23,1.

Ci vediamo alle, finalmente, prossime elezioni comunali di primavera 2016. Sarà un piacere.

Umanizzarsi e cristianizzarsi

Ogni tanto torno a scrivere sul blog, come facevo quasi 10 anni fa, pensieri che tanto sui social nati dopo, come Facebook e Twitter, non verrebbero compresi a pieno. Sono quelli che definirei pensieri da blog, o comunque quei pensieri che una volta sul blog scrivevo quasi quotidianamente e che, adesso, con la frenesia imposta da Fb e Twitter, paradossalmente ho ridotto pressoché a zero.

Oggi ho cominciato ad ascoltare vecchie registrazioni di Enzo Bianchi: per strada, al posto di ascoltare la “solita musica”. Credo che lo farò a lungo in questo percorso che mi porterà all’estate 2015. Sono mesi di chiusura e apertura fondamentali per la mia vita.

E mi ha colpito una frase: “Se si inizia a non vivere come si pensa, poco a poco si finisce per pensare come si vive”.

Mi sento di fare tante cose, rimesse in ordine proprio in questo ultimo periodo, ma avevo messo in secondo piano e quasi dimenticato che tutto quello che faccio lo dovrei fare in piena consapevolezza, con ordine e giusta misura 24 ore al giorno.

Non solo comportarsi umanamente ma anche cristianamente.

Ciao Sor Chiarelsa

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Una chiesa stracolma. Almeno tre generazioni di angelani si sono raccolti nella Basilica Papale

nel primo pomeriggio di ieri. C’era tutta Santa Maria degli Angeli a salutare la carissima Suor

Chiara Elsa (“Sor Chiarelza”), conosciutissima religiosa che ha donato tutta la sua vita alla

crescita e alla formazione dei bambini, in particolar modo presso “l’asilo delle Suore

Francescane Missionarie di Gesù Bambino”, di cui è stata per decenni una delle colonne

portanti. Un nugolo di bambini ha lasciato andare in alto palloncini, come segno d’affetto

verso la suora nata in Abruzzo nel 1934, arrivata a Santa Maria nel 1953 e, dopo esser passata

per diverse case dell’Istituto, dal 1964 risorsa inesauribile della scuola materna fino a pochi

giorni fa. Una donna estremamente sensibile, generosa, operosa e al servizio dell’infanzia

angelana per più di cinquant’anni e impegnata in parrocchia nella catechesi della iniziazione

cristiana. Anche io ho avuto la grazia di conoscerla fin da bambino di asilo. Ricordo benissimo quando pranzavo per due volte, con gli altri bambini e poi con lei, che pranzava per ultima, perché mi metteva in punizione e ogni volta mi insegnava a sbucciare le mele e le pere, che mi piaceva mangiare con lei.

Riposa in pace Sor Chiarelza.

25 aprile 1945-2015

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Ogni 25 aprile mi sale forte il ricordo e l’emozione per i tanti racconti di mio nonno Armando, che alla fine di quell’aprile del 1945 da poco era riuscito a tornare in Italia e riabbracciare sua madre e tutti i cari, familiari e amici.
Quest’anno, nel 70esimo anniversario della Festa della Liberazione, vorrei ricordare anche io perché la via centrale del mio paese è dedicata a Giovanni Becchetti. Nell’agosto del 1944, il primo sindaco di Assisi liberata, Romano Fabbri, e la sua giunta vollero ricordare(per sempre) che Giovanni Becchetti, nel giugno del 1922, era stato ammazzato da fascisti.
Non finiremo mai di ringraziare tutti coloro che in quegli anni difficilissimi hanno testimoniato e poi contribuito a liberare l’Italia, a partire da quelli che hanno perso la propria vita.

Il minimo resta sempre ricordare.
Viva l’Italia