Quantum potes tantum aude, Assisi.

Stamattina mi è arrivata una lettera “firmata” da “Piatto Ritto Mi Ci Ficco”, in cui vengono citate alcune persone. Non so a quanti è stata inviata, ma, vista l’etichetta con il mio indirizzo e il francobollo attaccati a mano, l’impegno è stato encomiabile. Pure questo episodio segnalerebbe che ci sono scheletri dentro tutti gli armadi del centrodestra assisano, dopo quasi 20 anni di amministrazione ininterrotta. Dunque risulterebbe difficile per chiunque del giro fare la morale.

 Vista, poi, la vasta produzione letteraria agostana che c’è stata a destra e a manca, ormai mi pare proprio che in molti siano in campagna elettorale, a poco meno di due anni dalle comunali.

Approfitto per rispondere a viso aperto a quante e quanti da un po’ mi chiedono cosa farebbe il Pd di Assisi. Ripeto il mio pensiero semplice. Secondo me serve un candidato sindaco democratico, credibile esclusivamente per molte “sensibilità” civiche. È già tardi? Sono convinto che è più utile, oltre che più interessante, sceglierlo, per un programma amministrativo decente, prima delle più vicine elezioni regionali del prossimo anno…

 Purtroppo o per fortuna presto si distingueranno vari passatempi estivi dalle realtà consolidate difficili da scardinare. Ma, come ricordava spesso don Aldo Brunacci, “quantum potes tantum aude”.

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