LAONDA | il blog di Timoteo Carpita (se non la sai prendere ti fai male)

sabato 7 febbraio 2015

An Analysis of the MMT strenght


Together with Roberto Silvestri we wrote a paper on macroeconomic issues (SEP, School of European Political Economy). Here, what I want to report is maybe the most relevant section of this work. Macroeconomics continues to describe reality and lives through different economic schools views, as the last century mainly taught. There are many challenges beyond, so taking on also MMT can be a good exercise.

In order to verify the basic elements of MMT, we have decided to analyze three particular indicators of a selected countries sample: unemployment rate, inflation rate (CPI), government deficit. The period we have taken into account goes from 1999 to 2013. Data have been computed to obtain 3-year period mean. Hence, the outcome we have obtained, comprises five groups of means for each indicator for every country. We have selected the following countries: France, Germany, Greece, Japan, Italy, Spain, the United Kingdom, the United States of America. Our aims were to analyse a bigger data sample (starting from the 1970s) and combining data of each country in a 5-year mean in order to build a stronger model. Unfortunately, this was not possible because due to lack of data regarding some country dating back to before 1999. We begin with an analysis of the unemployment and inflation.
We begin with an analysis of the unemployment and inflation.

Unemployment - Inflation 1999-2001

2002-2004

2005-2007

2008-2010

2011-2013


On the basis of what MMTers say, the increase of public expenditure should stop when the full employment has attained. Hence, data should show high levels of inflation accompanied with low levels of unemployment or vice versa. Actually, we can note:

1. There is no correlation between the two indicators in the countries we have taken into account.

2. Some countries, such as Spain, have had historically a high level of unemployment independently from their level of inflation.

3. Germany cut down drastically its level of unemployment after 2007 as we can see from the change between the third and fourth scatter plot which is confirmed in the last one.

4. Even though there is no correlation, we can identify a cluster of countries, i.e. the United Kingdom, the United States and Japan, which always have low level of unemployment and a relative reduction of inflation rate over the years. In the last plot, we can see that Germany and France add to this cluster, although France reaches a level of unemployment which is almost twice that of Germany.

5. Another element to underline is a liftoff of unemployment in the last period, we have considered, in Greece and Spain. Italy shows a combination of high unemployment and low inflation (if it existed only Italy, the MMT rationale would be approximately confirmed). Unemployment-deficit from 1999 to 2001.



(Government) Deficit - Unemployment 1999-2001

2002-2004

2005-2007

2008-2010

2011-2013



MMTers theorized that unemployment is due to a too low level of public expenditure in order to balance the need to pay taxes and the desire to save money. So, we would find a high level of deficit accompanied with low level of unemployment or low level of deficit and high level of unemployment. From the scatter plot we can note: 

1. Even here it seems that there is no correlation at all between deficit and unemployment: many outliers compare in our sample over the years. For instance, in the last period, Spain and Greece show high unemployment and very low deficit (which is the opposite situation theorized by MMTers. 

2. As for unemployment, the biggest dispersion happened in the run-up of the financial crisis of 2008. 

3. USA seems to be the country which confirms best the MMT rationale (but USA is not the only country in the world!). 


Inflation - (Gov) Deficit 1999-2001

2002-2004

2005-2007

2008-2010

2011-2013


SOURCE: OECD ECONOMIC OUTLOOK 2014




According to MMT, the correlation between inflation and deficit is not relevant. That is why they affirm that governments can create money as the society wants as fiat-money is a government’s monopoly. However, even though the mainstream view considers that more deficit implies more inflation, it would be interesting to analyse whether there is correlation between these two indicators. We can note:

1. The first scatter plot (from 1999 to 2001) shows a situation of positive correlation between the two indicators because a low level of deficit (or a budget surplus) is accompanied with a high level of the other. In this case the outlier is Greece which ran high inflation and high deficit.

2. The periods going from 2008 to 2010 and from 2011 to 2013 (the last two scatter plots) display a certain level of negative correlation (exactly what we would find in our data) except for Germany which seems to play the role of the outlier.

3. France, Germany, Italy and Spain values are very close to each other from 1999. That’s due to the fact that they belong to the monetary union and have a unique monetary policy. Moreover, the primary objective of ECB (European Central Bank) which is “their Central Bank” is to keep price stability namely to maintain a level of inflation on average below but close to 2%. | permalink

sabato 31 gennaio 2015

Sergio Mattarella e l'inizio della Quarta Repubblica


C'era una volta chi faceva "accordicchi" segreti con Berlusconi e puntualmente si faceva "fregare" dall'ex cavaliere. Adesso c'è chi Berlusconi lo mette al suo posto in diretta streaming. Ed era tutto chiaro da prima dell'inizio. Niente retro pensieri, niente schemi contorti e nascosti, tutto molto lineare. Ma per capirlo bisognava conoscere profondamente la Cultura del Ppi.

Questa vicenda offre anche la volta buona per non ascoltare più i tanti cialtroni, che oltre a tenere famiglia diventano sempre più mediocri. Quelli che hanno fracassato la pazienza di Giobbe con la litania del Patto del Nazareno e che adesso non sanno più cosa commentare. Ma se non subito, presto tutti capiranno cosa è successo stamattina con l'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. Non è solo una sorta di rivincita storica e definitiva del popolarismo italiano sulla cultura più asfittica prodotta dalla sinistra italiana, non quella che ha espresso un Napolitano, per intendersi, ma quella della fgci degli anni settanta. Non a caso il popolarismo italiano, seppur avendo anch'esso qualche elemento non altissimo, ha prodotto l'attuale Presidente del Consiglio, mentre gli eredi del Pci, quelli che il Pd l'hanno sofferto e allo stesso tempo paradossalmente guidato dalla fondazione al 2013, non hanno uomini in grado di conquistarsi con serenità il voto degli italiani. E un motivo ci sarà, gli italiani non sono tutti evasori, brutti e cattivi.

A mio avviso, comunque, questa è la vittoria non del popolarismo "in senso stretto", ma di una cultura, di un approccio, che va anche oltre il Partito fondato da Luigi Sturzo nel 1919, che raggruppa tutti quelli per i quali, oserei dire, la politica non è tutto, e per questo riescono a porsi obiettivi utili all'Italia e a raggiungerli. In streaming, alla luce del sole. Gente di sinistra reale, insomma.

Anche se il Parlamento resta lo stesso, quello eletto nel 2013 dal trio Berlusconi-Bersani-Grillo (nessuno, infatti, farà cadere oggi il primo Governo Renzi), sempre a mio avviso proprio oggi comincia la Quarta Repubblica. La seconda "berlusconiana" e la brevissima terza delle "grandi intese" non esistono più o non sono mai esistite, a seconda dei gusti. La Quarta, invece, esiste e comincia da oggi. Nessun parlamentare vuole tornare al voto. La nuova certezza altrettanto forte è che Renzi le prossime liste, quando sarà ma nel breve periodo, le dovrà comporre in una maniera da Quarta Repubblica, ossia puntando davvero sul merito e non sulla fedeltà al capo.

È suo interesse, forse soprattutto in una condizione in cui non abbia nessun avversario di destra e/o centro in grado di contendergli la vittoria delle prossime elezioni. Governare è complicato, governare per fare l'interesse di tutti è ancora più difficile e complesso. Ovviamente anche se dovrà sudarsi la vittoria elettorale, gli serve la cosiddetta classe dirigente migliore possibile. E qui il meglio deve ancora venire.

Sul capolavoro dell'elezione di Mattarella, con cui ha davvero asfaltato una marea di gente, non solo politici, Renzi ha potuto contare solamente sulla sua capacità strategica e politica, movimentando da solo il parlamento (e i grandi elettori) di cui sopra. Per movimentare il popolo italiano alle prossime politiche, invece, non gli basterà solo la sua persona. Matteo lo sa. | permalink

giovedì 20 novembre 2014

All I Need


Dopo svariati mesi, anzi anni, probabilmente ancora stavo sul vecchio Cannocchiale, torno a scrivere un post criptico, per non usare aggettivi meno simpatici proposti da cari amici in questi frangenti.

In questi mesi sembra che non abbia scritto niente, invece oltre alla scrittura c'è stata anche abbastanza elaborazione. Ora si tratta di nuotare dentro il mare che porta al fare.

E non occorre aspettare il 2015, l'anno nuovo che ogni anno arriva. Certo è che non siamo più alla metà dei primi anni duemila, ma alla metà della seconda decade, e i tempi sono maturi. Ecco, dopo un tal numero di frasi pressoché ridicole o nella migliore delle ipotesi assurde, approfitto per fornire almeno un link utile per capire di economia e in particolare di governo dell'Europa. Una cosa che, con buona pace degli euroscettici più o meno populisti, deve portare da mangiare.

ps
oramai si va per una laondanews formato discorso-di-fine-anno, si spera con venature accattivanti. | permalink

mercoledì 3 settembre 2014

Sulla mozione a difesa della "famiglia naturale" approvata ad Assisi.


A proposito di questa mozione presentata ed approvata durante l'ultimo Consiglio comunale di Assisi, il "Partito democratico di Assisi" ha scritto questo documento.

In merito ho voluto sottolineare la mia personale posizione, visto che il tema in queste ore è molto discusso in città. Credo di non essere l'unico ad avere questa impostazione di pensiero.

Anche secondo me la mozione citata è stata strumentale, per usare un eufemismo. I consigli comunali, di qualsiasi "levatura"...non si dovrebbero occupare di questi temi, a mio avviso.

Sono altrettanto convinto che non deve essere sottovalutata la diffusione di una certa ideologia "gender". E’ il caso di ricordare che in questione non è la condizione omosessuale ma la diffusione di una certa ideologia di "gender", secondo la quale l’essere uomo o donna non sarebbe determinato fondamentalmente dal sesso, bensì dalla cultura. Tale ideologia attacca le fondamenta della famiglia e delle relazioni interpersonali, invece che avere come obiettivo quello di tutelare le unioni diverse da quelle uomo-donna.

Occorre fare alcune considerazioni al riguardo, data l'importanza di questa ideologia nella cultura contemporanea, e la sua influenza sul fenomeno delle unioni di fatto. Per questo, spero (e credo) che nella prossima consiliatura assisana ci sarà la possibilità di far approvare un documento "diverso", che tenga in considerazione questi ed altri appunti di chi vorrà, senza possibilità di strumentalizzazioni da parte di nessuno e senza che nessuno si senta prevaricato. Per una questione simbolica, visto che in materia legifera il Parlamento.

Purtroppo gli integralisti, dei due “schieramenti” opposti, campano su un’ambiguità. Si tratta di quell’ambiguità che anche i tanto vituperati “DICO” del secondo Governo Prodi, magari, avrebbero eliminato se fossero stati portati fino in fondo. A questo proposito, c'è da ricordare che il Governo Renzi sta già lavorando in merito. Non è un caso che venga attaccato e strumentalizzato il dl Scalfarotto dalla suddetta mozione.
Se avessi scritto io il comunicato del Pd Assisi avrei sottolineato con molta forza che il dl Scalfarotto non va a diffondere l'ideologia gender, bensì si preoccupa di contrastare l'omofobia.

Il PD nazionale attuale, che è molto più avanti sui diritti civili rispetto a quello di Veltroni, Francheschini e Bersani, propone già la stessa linea in merito, quella che, modestamente, io ho sempre sostenuto.

Ho voluto condividere queste 4 righe perché la sinistra a mio giudizio è quella che non fa demagogia, né tanto meno si mette a rincorrere chi la butta in caciara (ai quali, forse, bisognerebbe dare meno spago). E purtroppo o per fortuna io tengo molto al PD e in particolare a quello di Assisi.

PS
la mia posizione sul tema diritti civili in senso lato, da molto prima del 2012, è esattamente questa, che poi, come detto, è anche quella (pagg.10-11) del Partito democratico (nazionale), il quale spero riesca a far approvare questa legge. Finalmente, secondo me, si farebbe chiarezza e giustizia da ogni punto di vista. | permalink

mercoledì 27 agosto 2014

Quantum potes tantum aude, Assisi.


Stamattina mi è arrivata una lettera "firmata" da "Piatto Ritto Mi Ci Ficco", in cui vengono citate alcune persone. Non so a quanti è stata inviata, ma, vista l'etichetta con il mio indirizzo e il francobollo attaccati a mano, l'impegno è stato encomiabile. Pure questo episodio segnalerebbe che ci sono scheletri dentro tutti gli armadi del centrodestra assisano, dopo quasi 20 anni di amministrazione ininterrotta. Dunque risulterebbe difficile per chiunque del giro fare la morale.

 Vista, poi, la vasta produzione letteraria agostana che c'è stata a destra e a manca, ormai mi pare proprio che in molti siano in campagna elettorale, a poco meno di due anni dalle comunali.

Approfitto per rispondere a viso aperto a quante e quanti da un po' mi chiedono cosa farebbe il Pd di Assisi. Ripeto il mio pensiero semplice. Secondo me serve un candidato sindaco democratico, credibile esclusivamente per molte "sensibilità" civiche. È già tardi? Sono convinto che è più utile, oltre che più interessante, sceglierlo, per un programma amministrativo decente, prima delle più vicine elezioni regionali del prossimo anno...

 Purtroppo o per fortuna presto si distingueranno vari passatempi estivi dalle realtà consolidate difficili da scardinare. Ma, come ricordava spesso don Aldo Brunacci, "quantum potes tantum aude". | permalink

lunedì 21 luglio 2014

Assisi 2016-2026, il numero 1 online e nella cassetta della posta


Eccoci col primo numero del "giornalino" di Assisi 2016-2026.

Il pdf completo si trova online a questo link, ovviamente gratis. Abbiamo stampato 5000 copie cartacee a colori, entro la fine di luglio le avremo distribuite per tutto il territorio del Comune di Assisi, a piedi e in bicicletta. Da più gusto...

A risentirci!




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