LAONDA | il blog di Timoteo Carpita (se non la sai prendere ti fai male)

martedì 15 aprile 2014

Niente lavori di manutenzione, la piscina resterà chiusa


da un mio articolo pubblicato su Il Giornale dell'Umbria di oggi. 


La piscina olimpionica di Assisi qualche anno fa...
Giovedì scorso si è tenuto un Consiglio comunale molto acceso dal punto di vista politico. E il 17 aprile alle ore 9 ce ne sarà un altro tutto concentrato sul bilancio preventivo del Comune. Ma la notizia che è uscita dall'assemblea del 10 aprile è che la piscina scoperta di Assisi non riaprirà la prossima estate. 

Al termine della lunga seduta, il diciottesimo punto all'ordine del giorno prevedeva una risposta ad una mozione della minoranza democratica presentata a febbraio, che chiedeva informazioni sullo stato della struttura e sui finanziamenti che sarebbero dovuti arrivare per la sua riqualificazione completa. 

L'amministrazione comunale ha comunicato che purtroppo non arriveranno fondi da Roma e che non potranno essere effettuati neanche quei lavori di miglioramento che erano stati previsti a prescindere dall'arrivo dei finanziamenti ministeriali. Per questo la struttura rimarrà chiusa nei mesi estivi del 2014. Sono dunque sfumati i 400mila euro che nel Piano investimenti 2012-2014 erano stati indicati nel 2012 per la ristrutturazione della piscina olimpionica. 

Ad oggi non trova concretizzazione nemmeno il progetto lanciato nel 2013 che prevedeva una ottima collaborazione tra pubblico e privato per realizzare nel 2014 una ristrutturazione e riqualificazione straordinaria. L'amministrazione, giovedì scorso, ha parlato di 150 mila euro per il 2015 e altrettanti nel 2016 previsti nel piano investimenti. 

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Qui aggiungo che ora si attende di evidenziare quante risorse nel Bilancio preventivo 2014, come detto in prossima approvazione, verranno previste per questo impianto natatorio tanto caro agli assisani e ai cittadini del comprensorio. | permalink

venerdì 28 marzo 2014

"Famiglia, Società e Stato" nel pensiero di Giuseppe Toniolo. A lezionedal vescovo di Assisi.


Da un mio articolo pubblicato su Il Giornale dell'Umbria


Martedì scorso ha avuto inizio la seconda edizione della Scuola diocesana di formazione socio-politica, organizzata dalla Commissione per i Problemi Sociali e il Lavoro, Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato e con la collaborazione del Progetto Policoro. La prima lezione di questo ciclo, che quest'anno ha luogo presso l'Istituto Serafico, è stata tenuta dal Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Mons. Domenico Sorrentino, su "Famiglia, Stato e Società nel pensiero di Giuseppe Toniolo", l'economista cattolico e beato al quale la Scuola è intitolata. 

Sorrentino ha esordito parlando del "desiderio di mettere sul tavolo una preoccupazione per la vita pubblica e degli ideali, verità, amore, giustizia e rispetto della dignità dell'uomo", per sottolineare che questa è una "scuola di credenti ma anche di dialogo". È stata ricordata la figura di Toniolo: "un Beato, oltre che economista, sociologo, professore all'Università, sposo e padre di 7 figli; un cattolico che ha studiato i problemi della società, misurato le crisi economiche" e fornito interpretazioni e risposte laiche. Un uomo "interessante perché il suo impegno ha origine prima che i cattolici convergessero dentro un unico partito. Il suo è da considerare un pensiero fondativo: fornire opzioni diverse ma dentro un quadro valoriale non qualunquista, serio. Ragionare con Toniolo - ha sottolineato Sorrentino - significa fare i conti con i problemi dell'esistenza, della società, dell'economia e della politica senza essere contaminati da problemi elettorali, muovendosi all'interno della dottrina sociale della Chiesa". Sorrentino ha posto "gli studenti" subito davanti alla problematiche che intercorrono tra Famiglia, Società e Stato partendo da un brano del Vangelo sul Natale (Luca 2, 1-14). 

La seconda premessa, invece, è stata mossa dall'attualità, precisamente dal rapporto del CENSIS in cui è emerso che il primo valore cui gli italiani danno peso è la famiglia. "Buona sorpresa e notizia. Ma di quale famiglia si ha voglia?" ha commentato Sorrentino. "Una scuola deve poter misurarsi con queste problematiche. Quale scelta devo fare fra quelle possibili? Bisogna sempre ricordare che la politica è l'arte del possibile, sapendo però che la direzione dove andare la danno fondamenti etici chiari. Proprio da questo punto di vista - ha continuato il vescovo di Assisi - il Toniolo è molto d'aiuto. La sua visione delle cose non settorializza, ma guarda l'insieme ed è capace di sintesi. Quella che proprio Toniolo chiama "la patologia sociale", l'incapacità di collocare tutti gli elementi dentro "l'architettura sociale", separarli, infatti, significa non aver capito nulla di nessuno dei tre". 

Sorrentino si è poi soffermato su quelle che ha chiamato pars destruens e pars costruens del Toniolo. Nella prima l'economista individua tre grandi processi (spirituale, ideologico e sociologico/industriale) che hanno portato a Stati sempre più accentrati, potenti e invasivi, da un lato e dall'altro, invece, a persone sempre più atomizzate e quindi deboli. "Una realtà opposta a quella del medioevo che presentava una struttura sociale molto meno frammentata". Si tratta di un fenomeno che oggi ci fa notare (e patire) "la differenza tra personalismo cristiano e soggettivismo/individualismo" portato alle estreme conseguenze e degenerato in un "io sono tutto, tutto è possibile tanto non esiste un senso e dunque nel nichilismo". Anche la rivoluzione industriale, che ha portato a "persone interscambiabili, ha contribuito a questo fenomeno di atomizzazione. Nelle democrazie attuali è tutto molto più felpato, ma comunque presente. 

Qui bisogna inserire - ha concluso Sorrentino - la pars costruens del Toniolo. Quale società vogliamo costruire, partendo da dove? Non dalla Fede, di cui non tutti hanno il dono, ma razionalmente dall'ente Uomo, a cui tutto deve far riferimento perché è l'Uomo che da valore alla società e non il contrario. E in base a questo principio sociale e politico non devono essere confusi la società e una rete di famiglie che sono fatte della relazione di persone. Altrimenti la società acquista più valore della persona: non è l'aggregato che fa la storia, ma è sempre la persona a dar valore. 

La politica è l'organizzazione che ci si da per raggiungere il nostro obiettivo. Questo ragionamento di base - ha ribadito Sorrentino - non parte dalla fede, ma parte razionalmente dall'Uomo". In questo modo il Vescovo di Assisi ha ricordato anche la differenza tra Soggettività e Soggettivismo: "ai problemi prima ci pensi tu come persona e poi interviene lo Stato come sussidiario. La politica non è un toccasana e la società deve avere soggettività, altrimenti non se ne esce perché puoi trovare pure quello che ti da il sussidio, ma con la corruzione che spesso ne deriva". La prossima lezione ci sarà l'8 aprile alle 19.
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domenica 23 marzo 2014

La volta buona di Assisi




Tre idee in libertà e molto banali, che ho in testa da una decina d'anni. Ma che mai come nell'ultima settimana mi stanno martellando le tempie. Se qualcuno si annoia abbia pietà di me. 

1) Primarie per la scelta del candidato sindaco del Partito democratico a distanza di sicurezza dalle comunali vere. Almeno sei mesi prima (novembre 2015?).

2) Chi vince fa il candidato sindaco. Non si mette a far l’accordino con nessun altro candidato, né di “centro” né di “sinistra” né di “destra” (neanche con uno grillino).

3) Alleanze amministrative con chiunque condivide il programma del Pd e quindi sostiene il candidato che il Pd si è scelto da solo. 

Qualora alle primarie del Pd ci fossero solo candidati che si presentano esclusivamente proprio per fare l’accordino paventato al punto 2 e/o addirittura ci fossero amministratori di centro-destra in cerca di coalizione, beh, allora, darebbe proprio gusto candidarsi e con serenità contare i voti. Anche per dimostrare che il futuro di Assisi si sceglie ad Assisi e non più ad altre latitudini e longitudini...

Oltretutto se non è sensato provarci a questo giro quand’è che lo diventerebbe? Quale sarebbe lo scenario ideale per Assisi? Anche a me piace fare lo pseudo esperto di citazioni perfette per concludere un discorso o un breve scritto come questo. Sono convinto che qui "ci casca bene" Nelson Mandela. “Il coraggio non è aver paura. Il coraggio è aver paura e vincerla”.

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lunedì 10 marzo 2014

"La filosofia di San Bernardo" - 37a #laondanews del 10 marzo 2014


E' da tempo immemore che non aggiorno questo blog scrivendo una #laondanews. Per selezionare i tweet più significativi, come da tradizione, alla fine del post, sarà durissima. Di novità storica non c'è solo Matteo Renzi Presidente del Consiglio dei Ministri, di un Governo, oltretutto, non renziano toucourt, ma evidentemente frutto sempre di quel parlamento uscito dalle urne del 25 febbraio 2013. Come scrivo da settimane in privato, e dico in pubblico ad amici e "compagni" di avventure varie, questo è "solo" il Renzi 1, state sereni, verrà pure un Renzi 2...a scadenza "naturale".

Le novità invece riguardano la mia vita. Ho completato un ulteriore livello, per riprendere un linguaggio caro agli amanti dei videogiochi di avventura anni novanta. Ma questa è vita privata, pur essendo sempre direttista convinto, altrettanto resto uno che crede di aver chiaro in testa il confine col pubblico, che solo fino ad un certo punto ha il "dovere" di essere inclusivo di sfere private.

Inoltre, il lavoro in piscina sta quasi per arrivare all'ultima fase della stagione. Stare coi bambini è veramente un'attività di formazione reciproca per me. E' un qualcosa che posso dire di avere avuto sempre presente in mente, ma una volta che trovi conferma, settimana dopo settimana, capisci di non esserti sbagliato di una virgola. Anzi, mi sono reso conto degli elevati margini che mi sento il dovere di curare e accrescere. Anche qui il meglio deve ancora venire.

Ho cominciato a scrivere una tesi, in Economia e Gestione dei Media: qui prima di tutto si concentrano le mie energie pesanti e dinamiche, per così dire. Nel frattempo appronto gli ultimi esami, Sì, era ora, Ma anche qui sto lavorando a sorprese, o meglio, a realizzare percorsi su cui non mi ero sbagliato. Anzi, ero solo stato troppo cauto. Percorsi per ora definibili di ricerca in senso lato.

Con l'Azzura Race Team, per la prima volta, il 24 febbraio abbiamo vinto i campionati regionali di nuoto (master). Una gioia immensa, tutta racchiusa negli occhi di un grande amico atleta in lacrime per la gioia...

In questo periodo ho cominciato a collaborare col Giornale dell'Umbria come cronista. Un altro mestiere che mi piace molto. Da sempre.

Oltre a quella di Renzi, di dinamiche al di sopra delle mie che però mi hanno segnato negli ultimi mesi, ricordo quella di Sorrentino. E per farlo cito non il film dell'Oscar sui cui ha scritto chiunque, ma quella filosofia di San Bernardo sottolineata nel Divo del 2008. Che da tempo, ma in modo definitivo proprio in questo periodo, mi sono trovato ad applicare. Magari reinterpretandola con la pazienza e ironia già adottate da prima (e sempre su queste pagine spiegate).

ps perdonate l'uso spasmodico di "qui" e "anzi", era fisiologico forse visto il tempo trascorso dall'ultima laondanews.

(con nonno nel gennaio 1994, avevo già presente la "filosofia di San Bernardo" a mia insaputa a 6 anni)

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giovedì 6 febbraio 2014

Lo scontro Letta-Renzi giova all'Italia tutta (pure al M5S)


"Trappolone" sì o "trappolone" no? Questa, in estrema sintesi, è la domanda che i principali quotidiani italiani mettono nella testa dei propri lettori. Se Renzi si mette al posto di Letta il sindaco di Firenze si brucia. Sì, no, forse, sicuro, magari. Leggendo i giornali stamattina si intuisce che è definitivamente partita la guerra al retroscena più cliccato (e magari letto) sui rapporti e sul futuro incrociato di Letta e Renzi. Tralasciamo, qui, il banale argomento da talk show serale secondo il quale gli italiani, oltre a non mangiare la legge elettorale, non mangiano neanche le chiacchiere su premier e segretario Pd.

I problemi degli italiani sono altri, verissimo. Ad ogni buon conto la dinamica che si sta sviluppando tra i due toscani del Pd deve apparire di una qualche rilevanza a quanti credono ancora nell'Italia. Perché? Non per motivi ideologici, di parte, ma per un semplice ragionamento di buon senso. Dall'altra parte si potrebbe ipotizzare una "lotta" speculare tra Alfano e Toti? Meglio di no, perché forse dovremmo aggiungere anche un Salvini. Ed oggettivamente quest'ultimo sarebbe l'unico legittimato ad esserci, visto che è l'unico che si è fatto votare almeno dai propri compagni di partito e là dove sta non è stato messo da Berlusconi. Se uno crede ancora nell'Italia, deve seguire, volente o nolente, la dinamica Letta-Renzi, e sperare che trovi una qualche evoluzione dignitosa. Non per il centrosinistra, ma anche perché sia di ulteriore stimolo per il centrodestra (che forse non deve copiare solo le primarie), oltre che di contenimento coi fatti degli "sfoghi" del M5S. Dunque per tutta la politica italiana. Se uno crede ancora nell'Italia è costretto a credere nella politica tutta. Nessuno schieramento escluso. E, ad oggi, la ricostruzione doverosa della credibilità della politica italiana ricade principalmente sulle spalle dei due toscani democratici.

Matteo Renzi incalza il PresDelCons da quasi due mesi, da quando è stato eletto, non nominato, segretario del suo partito col voto di 3 milioni di italiani. Come lo fa? Ci prova convocando anche più di una segreteria a settimana alle 7.30 di mattina, durante le quali si parla e si stabiliscono linee politiche, oltre che su legge elettorale e riforme costituzionali su titolo V e Senato, sul lavoro, sulla scuola, sulla giustizia. Temi che qualche problema degli italiani provano ad affrontarlo e addirittura, a detta di Renzi, così si propongono addirittura delle soluzioni concrete. Non è niente di trascendentale. Si tratta di un'attività di partito, la più importante per un partito e allo stesso tempo più vicina al principio di concretezza, che forse si era dimenticata negli ultimi anni. Quindi Renzi deve prendere il posto di Letta e ci riuscirà attraverso un piano tipicamente "da palazzo", che prevedrebbe collocare Prodi al Quirinale risarcendolo delle 101 coltellate ricevute lo scorso Aprile? Ma farebbe come D'Alema che arrivò a Palazzo Chigi senza la famosa legittimazione elettorale e ciò non aumenterebbe la sua popolarità, anzi. Però è vero che oramai è svanita la possibilità di elezioni in primavera, appena incassata la nuova legge elettorale Napolitano imporrà a Letta di proseguire e bloccherà qualsiasi sommovimento. Questo, in breve, viene raccontato sui giornali di cui sopra. 

Di certo la attuale instabilità è stata causata dai risultati delle scorse elezioni politiche di febbraio. Dunque, volendo rintracciare dei colpevoli, i primi responsabili, più degli italiani che hanno votato (e non votato), sono coloro i quali hanno condotto e si sono "scontrati" nella scorsa campagna elettorale. E allora ricordiamo che Renzi era lo sconfitto delle primarie 2012 vinte da Bersani, che invece era candidato premier oltre che segretario del Pd. Il suo vicesegretario era Enrico Letta.

 È altrettanto certo che Renzi non può più mostrare il fianco a chi gli rimprovera di fare il segretario del principale partito di maggioranza e anche del principale partito che rintuzza il governo. Il carrozzone che lo ha sostenuto al congresso/primarie non può scomparire, ma deve diventare intimamente e convintamente renziano. "Ci pensi Letta" a fare il rimpasto del governo sta diventando una barzelletta. Se non vuole che suoi uomini e donne di fiducia si brucino in un governo Letta bis deve dire "non voglio bruciare i miei. Io farò il secondo mandato a Firenze e se Letta non fa le cose deve andare a casa, non in Europa a fare il commissario europeo". Deve mantenersi chiaro e quindi forte. Altrimenti diventa "l'ebetino" davvero. Proprio Renzi. I due toscani se sono arrivati dove sono arrivati una qualche qualità ce l'hanno. Non dovrebbero fare i "bischeri" evitando così che i sondaggi degli ultimi giorni diventino realtà e con numeri ancor più alterati. Non devono fare i "bischeri", ossia i "se noi dovremmo" che i grillini urlano in tv devono mantenerli come cane da guardia della democrazia. Non possono mandarli al governo. Per l'Italia.

Ne trarrà giovamento anche il tanto vituperato Movimento Cinque Stelle, che sarà costretto a misurarsi finalmente sulla capacità di cambiare davvero le cose per gli italiani e dunque a far emergere non più faccine ma teste. Ciò su cui si sta già scontrando Renzi nel suo Pd. Intanto è passato un anno da quando il M5S è arrivato in massa in parlamento. Personalmente non mi sorprese tale evento e continuo ancora oggi a bollarlo come molto positivo. Ma adesso, appunto, un altro anno è passato. Bisogna fare, lo sa anche Crozza...E per fare purtroppo non basta decidere di andare dalla Bignardi e in tutte le altre "4 chiese" televisive. Moltissimi dei parlamentari di Grillo appaiono persone che vogliono bene a questo Paese e a chi li ha votati pur non conoscendoli. Che prima o poi li deve rivotare. Nemmeno i parlamentari di Grillo e Casaleggio faranno i "bischeri". | permalink

martedì 31 dicembre 2013

"Merci et adieu 2013" - 36a #laondanews del 31 dicembre 2013


Non mi sono dimenticato di aggiornare questo blog. È che alla fine dell'anno si accumula veramente troppa roba. 

Da mettere agli atti con soddisfazione c'è che il 18 dicembre ho sostenuto un esame veramente sentito per me, per interessi e importanza, ed è andato al massimo. 

Ah sì, poi bisogna sottolineare che l'8 dicembre ho vinto la mia prima battaglia politica collettiva, guidata da Matteo Renzi. Aspettavo quel momento da prima che Renzi si rendesse conto che lui dovesse esserne il leader: sostanzialmente da quasi 10 anni.

E vengo, poi, da un Natale passato in famiglia sereno e come sempre molto più che solo educativo...

Adesso saluto il 2013 da Parigi, con la persona che mi ha fatto cambiare verso (prima che riuscisse a cambiare verso l'Italia).
Non è per nulla banale ricordar(mi) che il meglio deve ancora venire.



3 Tweet delle ultime 3 settimane (@timoteocarpita)

Stamattina Lord Reith, mi ha aiutato ad asfaltare. (Inform/Educate/Entertain). #ilmegliodeveancoravenire

Grillini guidati da Brunetta in Parlamento. Grillo insieme a Berlusconi allo sfascio del Paese. Nel 2014 asfaltare a "reti unificate". #augh

#iostoconcaterina


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